Milano Congressi

Condividi la tua strada: al Global Entrepreneurship Congress 2015

In Sardegna vi è un fiorente ecosistema digitale dove il pane quotidiano è la tecnologia e l’innovazione. Nonostante la rete ci permetta di inserirci in un contesto globale e di poter comunicare in tempo reale con qualsiasi altro punto del pianeta, rimane di fondamentale importanza prendere un aereo, uscire fuori dall’isola ed andare a “confrontarsi” in modo diretto con persone provenienti da altre realtà, cittadini del nostro stesso mondo ma che provengono da nazioni con usanze, culture e mentalità differenti.

Il video di “Sardinia Innovation Ecosystem”

 

Come CEO di CLACSOON, il 17 Marzo mi sono recato a Milano per tre giorni, dove si è tenuto il Global Entrepreneurship Congress (GEC), il congresso annuale sull’imprenditoria organizzato dalla Kauffman Foundation, ente no profit americano che si occupa di diffondere la cultura dell’imprenditorialità in tutto il mondo. Occasione da non perdere per tastare gli umori e capire i nuovi trend dell’innovazione. Il GEC nel corso degli anni si è evoluto come il raduno principe delle startup da tutto il mondo, dove imprenditori, investitori, ricercatori, leaders e policy makers s’incontrano e lavorano assieme per dare vita a nuove idee, guidare lo sviluppo economico e far crescere il benessere dell’umanità.

GEC Milano 2015

Dopo prestigiose sedi come Dubai, Shanghai, Rio de Janeiro e Mosca, quest’anno è stata proprio la volta di Milano, in contemporanea con l’anno dell’Expo. L’avveniristica sede di Milano Congressi ti accoglie come se tu stessi per imbarcarti in un viaggio interstellare nel futuro, ma ciò che ho trovato al suo interno mi ha catapultato invece in un presente reale e che ho potuto toccare con mano. Migliaia di persone, delegati da tutto il mondo (Africa compresa) e tanta tanta Italia. Impossibile riuscire a seguire tutti i panel e gli interventi, anche se avessi voluto. Le tematiche? Hanno abbracciato tutte le sfide del nuovo millennio. Fra i tanti temi affrontati si è parlato di:

  • mobilità: ciò che ci tocca da vicino tutti i giorni nel nostro lavoro. La sfida della sostenibilità, l’intervento del general manager di Uber Italia
  • alimentazione: come l’innovazione tecnologica rivoluziona l’agricoltura, il foodtech che modifica in positivo il processo produttivo e la filiera
  • educazione: l’importanza di inserire l’imprenditorialità nel processo educativo, l’H-ACK School di H-Farm con i ragazzi delle scuole
  • smartcity: l’esempio di Buenos Aires, e come la tecnologia porta il progresso nei grandi centri urbani.
  • startup: come tema, l’hanno fatta naturalmente da padrone. I fondi d’investimento, le competizioni, i venture capitalist, gli angels, le banche. Tutti in un posto solo.
  • IDEE: tante, tantissime. Un bombardamento positivo. Non ci poteva essere nome più appropriato per la “Battaglia delle Idee” organizzata da Ninja Marketing

Ugualmente non riuscirei a riferirvi tutti i racconti, i sogni e le aspirazioni delle persone che ho conosciuto… Startuppers, imprenditori, studenti, investitori: ho scambiato idee e parole con moltissimi protagonisti o futuri attori del panorama tecnologico italiano. Ma vi voglio almeno raccontare di una persona che anche stavolta mi ha veramente lasciato il segno! Fonte di ispirazione non solo per me, ma per tantissimi innovatori, sto parlando di Roberto Bonzio, che abbiamo già citato altre volte su questo blog.

Italiani di Frontiera

Italiani di Frontiera

Roberto è un giornalista, responsabile del progetto Italiani di FrontieraLaureato in Lettere Moderne a Ca’ Foscari con una tesi di Storia del Cinema di cui va molto orgoglioso (“Una rivoluzione senza parole. L’umorismo eversivo di Harpo Marx”), si definisce un giornalista curioso. Ha ideato e realizzato Italiani di Frontiera, un progetto dedicato a valorizzare le storie di italiani che hanno realizzato nel presente o nel passato nuove imprese, con particolare focus alle iniziative ad alta tecnologia negli USA. Partendo dall’incontro con scienziati, imprenditori e ricercatori italiani di Silicon Valley, il progetto, oggi sostenuto dall’agenzia internazionale Reuters e sviluppato in partnership con gli esperti di Social & Innovation di Sharazad, svela attraverso storie e interviste il particolare talento degli italiani nel campo dell’innovazione e aiuta a capire le radici culturali che fanno di quella zona della California il terreno fertile ideale per esaltare queste doti. Una narrazione che contemporaneamente individua cattive abitudini e modi di pensare obsoleti di cui liberarsi, che in Italia penalizzano il merito e frenano chi sa immaginare il futuro. Parlare con Roberto è come parlare come un amico al bar, ti sembra di conoscerlo da sempre e ti mette a tuo agio nella conversazione. Curioso e grande oratore, una delle sue maggior doti è però quella di saperti ascoltare con attenzione, di consigliarti e di fornirti tanti spunti. Per me, un Italiano con i fiocchi, di cui andare orgogliosi.

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