Sharing Economy

10 pillole da condividere sulla Sharing Economy

Un mese fa siamo stati a Matera alla Sharing School (qui trovate il nostro racconto), dove abbiamo avuto modo di confrontarci con altri players della sharing economy italiana ed abbiamo appreso nuove nozioni dai docenti della scuola. Dalla mole di appunti che abbiamo preso, ecco 10 cose che abbiamo imparato e che vogliamo condividere sulla Sharing Economy!

 

1Il padre della Sharing Economy

Karl Paul Polany (1886-1964) è stato un sociologo, filosofo, economista e antropologo ungherese-americano. È noto per la sua critica della società di mercato espressa nel suo lavoro principale, La Grande Trasformazione. Viene inoltre ricordato per l’importante contributo dato all’antropologia economica ed appunto, alla filosofia della condivisione. Ma il suo massimo esponente contemporaneo è una donna: l’economista statunitense Elinor Ostrom, insignita del premio Nobel per l’economia nel 2009.

Elinor Ostrom

 

2) La Sharing Economy genera ricchezza…

L’economia collaborativa sta rivoluzionando i trasporti (ad esempio il ride sharing, carpooling, car sharing…), il turismo (accoglienza, ristorazione, tour guidati…), il welfare (lavoro, riduzione dello spreco di cibo, assistenza agli anziani…), la cultura (teatro aperto, co-partecipazione, condivisione di beni come libri…). La share economy peer-to-peer sta creando milioni di micro-imprenditori, disintegrando le grandi corporations. Un nuovo sistema economico, il “commons collaborativo“, ha fatto ormai il suo ingresso sulla scena mondiale. Negli USA più di 10 miliardi di dollari sono stati investiti dai Venture Capitalists, e la cifra continua ad aumentare vertiginosamente.

Sharing Economy PWC

 

3) …ma la Sharing Economy genera anche contraddizioni

La Sharing Economy è un’ondata irresistibile. La domanda dei consumatori si interseca con possibilità offerte dalle nuove tecnologie e da enormi capitali d’investimento. Abbiamo dei veri e propri supercomputers nelle nostre tasche, e li vogliamo sfruttare al 100%. Questo però va a scontrarsi con problemi di normativa, sia legali sia fiscali (tasse, assicurazioni, certificati e permessi), problemi di de-regolamentazione del mercato, problemi politici. Condividere è disruptive, ed ogni innovazione porta benefici e perdite. Qual è il valore che diamo alla società, e quale al profitto?

Repubblica - Protesta Taxi

 

 

4) Gli italiani sono predisposti a condividere, ma siamo indietro

Italiani popolo di egoisti? Il contrario: i sondaggi sui consumatori parlano chiaro. Da un indagine Nielsen del 2013, ben il 55% del campione si dimostra favorevole ad utilizzare prodotti e servizi offerti da comunità di condivisione. Tuttavia, se ci poniamo a confronto con altre realtà, notiamo che già il 39% di cittadini degli USA e il 25% di cittadini della Gran Bretagna condividono attraverso piattaforme P2P. Sono 138 le piattaforme collaborative italiane attive che operano negli ambiti più disparati, ed il loro numero continua a crescere.

 

5) L’economia collaborativa impatta sugli spazi urbani

La città è il luogo in cui la durezza, le difficoltà, i costi della vita quotidiana sono percepiti con maggiore forza (abitare, mobilità, qualità degli spazi pubblici, verde). In che modo le pratiche di economia collaborativa e di condivisione divengono occasione anche di attivazione, impegno civile, nuove pratiche di cittadinanza? C’è un conflitto fra la domanda di comunità accoglienti di persone nostre simili (e dunque di comunità elitarie) e l’apertura ad una dimensione più universale? Co-housing, orti condivisi, social street, messa in comune di spazi abbandonati: sono solo alcune delle sperimentazioni di condivisione che cercano di mostrare la città come bene comune.

Urban Gardens

 

 

6) Che cosa deve avere una piattaforma collaborativa

Le caratteristiche principali delle piattaforme collaborative sono tre: l’utente deve generare l’offerta, e deve costruire la reputazione di sé e degli altri (fiducia come fattore abilitante), le piattaforme devono interagire fra loro. Per fare in modo che l’utente possa inserire informazioni, la piattaforma deve quindi risultare facile, veloce, completa, intelligente, sociale, densa. Il vantaggio per l’utente aumenta infatti con il numero di utenti, di prodotti e servizi offerti, di transazioni, e di recensioni.

 

7) Europa 2020

Europa 2020 è una strategia decennale proposta dalla Commissione Europea nel 2010. Si basa su una visione di crescita intelligente, sostenibile e solidale. Europa 2020 non mira soltanto a un percorso di uscita dalla crisi ma vuole anche colmare le lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per un diverso tipo di sviluppo economico, più intelligente, sostenibile e solidale. L’Unione si è posta cinque ambiziosi obiettivi in materia di occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e clima da raggiungere entro il 2020.

 

8) Il potere della community

Crowdsourcing, crowdcreation, crowdvoting, crowdfunding. La comunità non è solo diffusione di conoscenza, ma anche di energia creativa per lo svolgimento di attività. Il lavoro di gruppo è innescato dalle nuove tecnologie e permette di portare a termini obiettivi e sviluppare la conoscenza (Wikipedia). Vengono adoperate le scelte ed i giudizi della folla per organizzare le informazioni (Google). La comunità permette inoltre ai gruppi di raccogliere autofinanziamenti e di costruire nuovi progetti.

Crowdfunding

 

 

9) Un servizio collaborativo va comunicato

Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Instagram… Vi sono innumerevoli “luoghi sociali” che possono assolvere la funzione di raccontare, comunicare, raggiungere persone. Che cosa raccontare? Il servizio, l’offerta, le storie di chi l’ha provato, il sistema di fiducia, il sogno (cosa sarà), le difficoltà, il day by day.

 

10) Milano Sharing City

Il 04 novembre il Comune di Milano ha indetto una consultazione pubblica per definire le linee di indirizzo sulla sharing economy che trasformino Milano in una vera “Sharing City”, un modello da seguire di “città condivisa” per Expo 2015. Sono nate cosí ShareExpo e Milano Smart Cityper coniugare sviluppo, solidarietà, innovazione ed inclusione. Di cosa stiamo parlando? Guardate questo video:

 

 

Se volete approfondire questi temi vi consigliamo di visitare i siti degli organizzatori della Matera Sharing School, dove potrete trovare numerosi spunti nonchè gli interventi dei docenti della scuola.

Sharing SchoolCollaboriamoProgetto RenaBeneturalLab Gov

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